Nicea e il linguaggio teologico
Abstract
Sommario
La rivelazione cristiana acuisce un paradosso che ha segnato la metafisica greca: la ricerca del fondamento della realtà concreta che innesca lo stupore esige il passaggio ad una dimensione universale, nella quale il concreto stesso viene perso. L’incontro con il Dio totalmente trascendente ed infinito rende il rapporto tra il mistero rivelato e il linguaggio ancora più complesso. Tale tensione esploderà ad Alessandria, nell’ambito delle dispute esegetiche nel contesto della tradizione origeniana. Nicea offrirà una risposta teologica che
sposterà l’attenzione dalla semantica alla sintassi, attraverso una riconfigurazione dell’uso (chrêsis) di elementi di origine sia biblica sia filosofica.
Summary - Nicaea and theological language
Christian revelation intensifies a paradox that has marked Greek metaphysics: the search for the foundation of concrete reality that triggers wonder requires the shift to a universal dimension, in which the concrete itself is lost. The encounter with the totally transcendent and infinite God makes the relationship between the revealed Mystery and language even more complex.
This tension will explode in Alexandria, within the context of exegetical disputes in the Origenian tradition. Nicaea will offer a theological response that shift attention from semantics to syntax, through a reconfiguration of the use (chrêsis) of elements of both biblical and philosophical origin.
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